Vocazione al Sacerdozio: la storia di don Gerardo nell’anniversario sacerdotale dei 30 anni

Vocazione al Sacerdozio: la storia di don Gerardo nell’anniversario sacerdotale dei 30 anni

Nella nostra diocesi si sta festeggiando un meraviglioso anniversario che come si dice per le nozze matrimoniali è detto “di perla”: don Gerardo Ruberto compie 30 anni di sacerdozio!

L’analogia con il prezioso materiale offerto dal mare non può che essere una metafora perfettamente calzante per la vocazione al sacerdozio: a partire da un semplicissimo granello di sabbia, racchiuso in un guscio primitivo come quello dell’ostrica, dopo anni di custodia la natura ci restituisce quanto di più prezioso e delicato riesca a produrre, ossia una perla! Ma sapete dove risiede la vera meraviglia? A differenza delle pietre o dei metalli preziosi, che devono essere estratti dalla terra, le perle sono prodotte e gelosamente protette dalle ostriche che vivono nelle profondità marine. Inoltre, le pietre preziose devono essere sottoposte al taglio e levigate per farne emergere la bellezza: le perle invece non hanno bisogno di questo processo complementare. Nascono con una naturale iridescenza brillante, una lucentezza ed una morbida luminosità intrinseca che nessun'altra gemma al mondo possiede.

Un ragazzo che sceglie di seguire la propria strada vocazionale non è altro che un piccolo granello di sappia tra le mani del Signore: è troppo piccolo e leggero, tanto da rischiare di volare via lontano. Eppure, se custodito nelle giuste mani, quelle del Padre, scoprirà quanto ci si sente protetti e amati in quel profondo abbraccio. A sua insaputa, comincerà a cambiare, a crescere e…. a brillare! Si impreziosirà a tal punto che quel guscio, che finora l’ha custodito, avrà voglia di far sapere a tutto il mondo quale meraviglia ha plasmato. A questo punto, la perla ha compreso quale è la sua missione: avventurarsi nel mare più profondo, cercando di illuminarlo con la sua soave brillantezza. Questo è un mandato tutt’altro che facile da compiere, perché necessita di solide motivazioni che riescano incitare un sacerdote a non scoraggiarsi mai, nonostante le privazioni dovute ai voti o l’insoddisfazione dei fedeli e alle tante sfide di oggi.

In 30 anni, don Gerardo sicuramente ha spesso avvertito il fardello della croce che trasportava sulle spalle, insieme però a tante gioie e soddisfazioni che l’hanno aiutato a trasformare la fatica in determinazione. Originario di Rocchetta S’Antonio, ha svolto il suo servizio ministeriale prima a Carife e tutt’ora a Vallata e nella Pastorale Vocazionale Diocesana. Quanti hanno avuto il piacere di incontrarlo e conoscerlo, avvertono il desiderio di ringraziare Dio per una perla così preziosa, e soprattutto si sentono in dovere di rivolgere a don Gerardo un augurio “impegnativo”: quello di essere un esempio per tutti quei giovani che intendono seguire la loro vocazione…magari confidando loro qualche segreto su come si arriva a festeggiare 30 anni di sacerdozio!

Caro don Gerardo, in 30 anni la società e il modo di pensare sono ampliamente cambiati. Cosa significava allora entrare in seminario, e cosa significa ciò adesso?

Il mondo si evolve e cambia, ma ogni tempo ha la sua storia, i suoi modi di pensare e vivere, anche 30 anni fa c'era fermento, dubbi, contestazione, modi di pensare e allora? Allora siamo chiamati sempre a testimoniate la vita cristiana, a scegliere giorno dopo giorno il nostro vivere da figli di Dio, a fare esperienza di Lui, ed è allora che qualcosa o qualcuno ti stravolge la vita perché scopri di essere amato.. fino a donare la vita. Anzi a scegliere di donare la vita per colui che è morto per te: Gesù Cristo! E cosi decidi di intraprendere un cammino ..entrare in seminario ..appunto ...ieri come oggi ...! Poi trovi compagni di avventura o di viaggio che ti fanno compagnia proprio come i discepoli di Emmaus ..e ti fai coraggio ...perché non sei solo nel cammino anzi ti accorgi che oltre ai compagni di viaggio c'è il Compagno per eccellenza Gesù ..che ti sostiene e ti accompagna ..forse questo lo fai tra consapevolezza e inconsapevolezza ..importante è tuffarsi e Fidarsi sulla parola di Gesù ..chi lascia padre, madre, fratelli ......ecc avrà il centuplo quaggiù e la vita eterna ed io questo l'ho sperimentato e lo sperimento ogni giorno ...allora entrare in seminario 30 anni fa è come entrare oggi ..con le difficoltà di allora come le difficoltà di oggi !

Che cosa direbbe oggi ad un ragazzo che le confessa di voler seguire la strada vocazionale?

Ad un giovane che vuol fare una scelta vocazionale oggi direi di non aver paura, di lanciarsi, di fidarsi e affidarsi a Colui che ha dato la vita per noi ... Il Signore non si fa vincere in generosità. Con questa certezza ho vissuto questi anni e ne sono contento ..scoprendo sempre più l'affetto e il bene che tante persone hanno nei miei confronti e nei sacerdoti in genere.

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