Omelia Venerdi Santo

Omelia Venerdi Santo
OMELIA
AZIONE LITURGICA IN PASSIONE DOMINI
ARIANO IRPINO
BASILICA CATTEDRALE, 25 MARZO 2016
VENERDÌ SANTO

Tutto tace in questo giorno santo!
L’organo….le campane…e anche le nostre voci vengono meno, cari fratelli e sorelle.
Siamo sul calvario, sotto la croce: luogo del sacrificio che ci ha redenti, luogo della giustizia, si!, ma luogo della misericordia, luogo dell’amore di Dio che si “vendica”…, con un diluvio di sangue, il sangue del redentore!
Dalla croce, il Signore Gesù guarda l’umanità sempre bisognosa di perdono. Guarda ciascuno di noi, ci scruta nel profondo e chiede di ricambiare tanto amore: è l’ora di Gesù, ma è anche l’ora della nostra risposta. L’ora della Passione è il momento di scegliere da che parte stare. Davanti alla Croce si decide il destino dell’uomo, e si produce la grande divisione che separa la storia: con Lui o senza di Lui. Lungo i due versanti del colle della crocifissione si ordina tutta l’umanità nella sua scelta più profonda e decisiva. Davanti alla Croce, alla nostra croce e a quella dei fratelli, possiamo - e dobbiamo - anche noi compiere una scelta. E non si tratta della scelta - alla cui serietà nessuno di noi crederebbe - tra un mondo senza sofferenza o un mondo con sofferenza; la scelta è tra: stare con l’amore crocifisso, con il vero e il bene che vince sempre, o senza questo Dio ha tutto da donarci. La mestizia del venerdì santo, allora, racchiude pur nel buio che avvolge la terra, una gioiosa speranza: la gioia del paradiso ritrovato, che Cristo Crocifisso offre a quanti sono disposti a seguirlo.
Adoriamo stasera la croce, adoriamola anche per chi, all’ora della passione preferisce l’ora delle tenebre…per chi sceglie il male al posto del bene - e ne siamo ogni giorno, purtroppo, inermi testimoni! - affinché la Misericordia che sgorga abbondante dal costato aperto del Crocifisso, raggiunga, inondi… vinca anche in loro con la forza dell’amore.
La liturgia del venerdì santo, nel suo svolgersi, è semplice e solenne. L’offerta di Sé che Gesù anticipò nell’ultima cena del giovedì nei segni del pane e del vino, come anche l’abbassamento suggerito dal gesto servile della lavanda dei piedi, furono realizzati il giorno seguente - venerdì - nella passione e morte. Così l’azione liturgica che stiamo vivendo e che mette in risalto i vari momenti di questa realizzazione con la proclamazione della passione e con l’adorazione della croce, non fa che completare quanto è stato preparato nella messa in Coena Domini; tanto è vero che la terza parte della liturgia di oggi - la comunione eucaristica - si serve del pane consacrato ieri. Contempliamo, nella sosta presso la croce, l’amore che è andato fino alla fine (li amò sino alla fine) e si è donato a noi (mi ha amato e ha dato se stesso per me); la croce ci parla di una vita “persa”, fallita….ma pienamente ritrovata: se il chicco di grano caduto in terra… La croce è davvero una cattedra, come papa Francesco ha richiamato domenica scorsa, dalla quale Cristo continua con la forza della sua testimonianza a raggiungerci.
Vogliamo brevemente ricordare le parole, le ultime parole, di Gesù crocifisso….

1) Padre, perdona loro…..
In una società senza remissione queste parole scandalizzano anche noi cristiani, non sempre disposti a donare ai fratelli il perdono che riceviamo dal Padre. Troppo spesso il perdono che pretendiamo per le mostre mancanze non siamo disposti a concederlo a chi forse manca verso di noi. E Gesù? Per lui è tutto il contrario: il suo cuore si apre, invoca il perdono per coloro che lo stavano uccidendo. Nella sofferenza il suo cuore, se fosse un cuore “normale”, dovrebbe chiudersi…ma Gesù lo apre completamente: il suo è un cuore umano-divino! Lungi dal rivendicare i suoi diritti, Egli perdona: “pur essendo di natura divina…spogliò se stesso…” La sua prima risposta alla sofferenza è una parola di perdono, il suo primo sguardo - ancor prima di parlare alla Madre e al discepolo che amava - è rivolto ai carnefici. Il Crocifisso insegni anche a noi il perdono che guarisce chi lo riceve, ma ancor prima chi lo dona.

2) Oggi con me sarai nel paradiso
Adesso il perdono non è più soltanto chiesto al Padre nella preghiera, ma accordato da Gesù al buon Ladrone che ha rubato il Cielo! Il buon ladrone è appeso alla croce con l’Innocente, si pente e riceve il più bel regalo che un peccatore possa ricevere da Dio: la Misericordia. Davanti all’Innocente lui sceglie di seguirlo, l’altro ladrone preferisce la via del sarcasmo. Come è bella la preghiera del ladrone che possiamo fare nostra tutte le volte che guardiamo al Crocifisso e anche stasera mentre con un bacio affettuoso adoreremo la croce e sceglieremo ancora una volta di seguire Cristo e questi crocifisso: “Gesù, ricordati di me!”
“Ricordati di me”… Dio non fa altro che pensare a noi! Questa preghiera ci fa presenti a questo Dio che fino all’ultimo ci rincorre, ci dona speranza: “Sarai con me!”... Ricordati di tutti i Crocifissi della storia, dei tanti cristiani crocifissi oggi per la Fede! Ricordati Gesù!

3) Ecco tuo figlio/madre
È la scena più commovente! Gesù si spoglia dei suoi ultimi legami terreni, i più intimi, e ci dona quanto di più prezioso aveva sulla terra: la Madre sua la elegge quale nostra madre. Giovanni la prende nel suo cuore; Maria prende in Giovanni ciascuno di noi nel suo Cuore. A lei ricorriamo soprattutto nell’ora della prova….perché già nel buoi del venerdì santo riusciamo a scorgere con la fede e la speranza la luce del mattino di pasqua.

4) Ho sete
…è un’altra cosa rispetto a una semplice sete, anche se crudele… come spesso accade nel vangelo di Giovanni le parole hanno anche qui un significato nascosto… è una sete divina la Sua! Non è una sete che brucia la gola, ma la sua anima… come quando chiese alla samaritana “dammi da bere”… Dio ha sete dell’uomo…la Sorgente è divenuta sete… Gesù ha sete di noi… e noi abbiamo sete di Lui!

5) Perché mi hai abbandonato
“Perché?”…. è una domanda umana…che non poteva mancare sulle labbra di Gesù. Chissà quante volte anche noi, difronte al dolore o alla morte abbiamo gridato verso il Cielo: “perché?” La risposta spesso ci mette tempo ad arrivare e talvolta non arriva mai. Gesù morente prega il salmo e ci insegna a pregare nell’ora della nostra passione… La preghiera in quell’ora ci aiuta a scorgere Dio stesso che regge le braccia della nostra croce, il Padre che mai abbandona i suoi figli…

6) Nelle tue mani consegno il mio spirito
Diversa è qui l’intonazione della preghiera. Qui è Gesù che si abbandona e consegna interamente a Dio e ci insegna a consegnarci nelle mani provvidenti del Padre.

7) Tutto è compiuto
E’ l’ultima delle parole di Gesù in croce. Significa non solo “è la fine della mia vita sulla terra” - infatti, chinato il capo spirò – ma “ho compiuto la missione ricevuta, ho compiuto o Padre, l’opera che mi hai dato da compiere”. Sarebbe bello che anche noi, alla fine della vita, possiamo dire come Gesù: “Ho compiuto l’opera che mi hai dato da compiere, sono stato fedele alla vocazione ricevuta!” Non importa se grande o piccola…appariscente o nascosta…. l’importante è che sia quella voluta per noi dal Padre, per collaborare alla salvezza del mondo.
Cari fratelli e sorelle, queste parole del Signore e la sua passione, meditiamole non solo oggi, ma magari e ogniqualvolta ci troviamo a vivere periodi di sofferenza. Ciascuno di noi vive i suoi venerdì santo!
La Vergine Addolorata ci doni la certezza e la gioia che anche per noi c’è sempre l’alba del mattino di Pasqua, e l’Incontro col Signore nel Paradiso ritrovato.
E così sia!

† Sergio
Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per assicurarti la migliore esperienza di navigazione possibile. Navigandolo ne accetti l'utilizzo. Per maggiori informazioni visita la nostra Cookie Policy