Riflessione - Via crucis Carife

Riflessione - Via crucis Carife
VIA CRUCIS A CARIFE DOMENICA DELLA PALME
ore 20,30 del 20.03.2016
La Via Crucis che abbiamo percorso, questa forma di meditazione, quasi sceneggiata, alternata con canti e preghiere, ci aiuta non solo a ricordare le sofferenze di Cristo, ma a scoprirne, in qualche modo, la profondità, la drammaticità, il mistero, dove il dolore umano nel suo più alto grado, il peccato umano nella sua più tragica ripercussione, l’amore nella sua espressione più generosa e più eroica, la morte nella sua più crudele vittoria e nella sua definitiva sconfitta... acquistano l’evidenza più lacerante. Chi non si ferma ma cammina come noi questa sera: spera. Chi non cammina più è stanco o disperato.
Il cammino della croce è il “cammino della speranza”, perchè è un cammino sulle orme di Cristo, in compagnia di Maria, “pellegrina della fede” e Madre della speranza.
Il nostro è certo un “cammino difficile”, è un Esodo la nostra vita, è il cammino della Croce. Gesù inchiodata alla Croce, per i nostri peccati, senza macchia e senza colpa. Lui ci dona la sua vita e ci riconcilia con il Padre.
Apparentemente questo dramma avvolto dalle tenebre sembra aver vinto, rinchiudendosi sulla disperazione della morte.
Dio stesso soffre umanamente: "Dio mio Dio Mio perchè mi hai abbandonato?"è gemito ultimo di Dio fatto uomo: di Gesù! Ma, nel contempo, si eleva anche un altro grido che ricompone il Mistero della Sua donazione : "Padre nelle Tue mani abbandono il mio spirito!" È certamente questo il “punto di partenza” della via dolorosa: il Crocifisso innocente rivela l'Amore di Dio senza misura per noi.
È sicuro che sia anche il punto di arrivo: la gloria della risurrezione.
Discende, infine, sul Golgota una notte, oscura e silente, risuonano i singhiozzi di una Madre, di Maria, testimone del dolore che versa copiose e dolenti lacrime!
La Via Crucis è quindi un itinerario di riscatto è “camminare” e sostare: per contemplare, pregare, riposarsi in Dio e riprendere fiato, per camminare ancora fino al traguardo. In Dio.
Per camminare sulle orme di Cristo, il Servo Sofferente, necessitano le tre virtù teologali, le “tre figlie di Dio” (Peguy): la fede che è “sposa fedele”, la carità che è “madre feconda e generosa”, ma soprattutto, la speranza, la “sorella piccolina”, che “trascina tutto” e ci aiuta a “varcare la soglia” in Cristo. Su questo luogo campeggia il trofeo della Croce. La regalità di Gesù è affermata ancor di più dal titolo in tre lingue: latino, ebraico e greco: "Gesù Nazzareno, re dei Giudei".
E' già la proclamazione di un fatto che trasforma la storia del mondo. E qui ritroviamo l'idea della esaltazione e della Croce che è insieme trionfo. L'ora della morte è anche l'ora del trionfo.
Il Golgota diventa così la Cattedrale dell'Amore dal quale sale il gemito di dolore e di morte, della storia e delle tragedie umane, delle migrazioni e persecuzioni, ma che suscita nel cuore credente la certezza della gloria e della redenzione: "Dov'è carità e Amore qui è Dio". Sul tua Croce Signore già risplende la luce della Pasqua!
Questa sera abbiamo rivissuto una via dolorosa ma, in realtà, una via di Vita, perchè l'Amore ha vinto la morte, e l'Amore è Dio.
† Sergio Melillo
Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per assicurarti la migliore esperienza di navigazione possibile. Navigandolo ne accetti l'utilizzo. Per maggiori informazioni visita la nostra Cookie Policy