Il cammino dei giovani verso la GMG 2023: #Seguimi

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Lo scorso 19 aprile 2022, giorno di Pasquetta, Papa Francesco ha incontrato più di 80.000 adolescenti provenienti da tutte le diocesi d’Italia. La parola “seguimi”, invito che Gesù ha rivolto a Pietro dopo la triplice professione di fede, è risuonata anche nel cuore degli adolescenti che hanno riempito Piazza San Pietro con la loro presenza, i loro volti, il loro entusiasmo.

Seguimi è invito rivolto ai giovani a non rimanere fermi ma a mettersi in cammino per incontrare il Signore Risorto che desidera illuminare la loro giovinezza e rendere piena la loro esistenza.

Seguimi è anche un invito a prendere consapevolezza dei propri sogni e del sogno di Dio sulla nostra vita, a dare nome a ciò che si muove nel cuore di ciascuno, a non fermarsi davanti alle tante voci che vogliono scoraggiarci e bloccarci nel cammino.

Seguimi è prendere consapevolezza che, in realtà, ognuno di noi è il sogno di Dio. Seguimi è diventato così anche il nostro sogno, di tutta la Consulta Diocesana di Pastorale Giovanile, ad aiutare i giovani alla sequela di Gesù, in vista anche del cammino verso la Giornata Mondiale dei Giovani a Lisbona 2023.

Il tema biblico

Seguire Gesù non è una esperienza da compartimenti stagni, né come Chiesa possiamo limitarci a sole poche proposte: il Convegno Diocesano ci ha infatti ricordato che dobbiamo essere come un poliedro che possa offrire una pluralità di proposte per una moltitudine di sensibilità a cui rispondere.

Abbiamo così scelto questo tema #seguimi, a partire dal racconto dei discepoli di Emmaus, che cammin facendo incontrarono il Signore e lo ri-conobbero. Il logo dell’anno, tratto dal dipinto su tela “I discepoli di Emmaus di Janet Brooks-Gerloff (1992)” ci pone davanti un Gesù che non ha dei tratti troppo specificati, quasi a dire “in tutte le esperienze mi troverete”, ma ci pone dall’altra parte e non dentro la tela, a “voler accogliere l’invito a seguirlo”.

«Esserci e avere il coraggio di osare». Così titolavamo qualche anno fa il progetto di pastorale giovanile diocesana, quando inaugurando anche il centro di Casa Nostra, ci rendevamo consapevoli e disponibili a vivere un tempo nuovo di lavoro con i giovani che fosse soprattutto presenza costante che, nelle varie forme possibili, rendesse possibile un accompagnamento per la vita, a sostegno, però, di una proposta di fede da fare alle nuove generazioni, perché la nostra presenza educativa non venga a essere svuotata di progettualità e di evangelo.

Accompagnatori dei nostri giovani

Il Sinodo dei Giovani ha ben ripreso questo concetto dell’esserci, inserendolo tra le attenzioni e\o competenze da avere e assumere. Su Avvenire, Giordano Goccini, riprendendo un episodio di don Lorenzo Milani scriveva: “«Perdonali perché non sono qui con noi»: è il pensiero del parroco nelle Esperienze pastorali di don Milani, durante la scarna processione eucaristica, ai tanti giovani indifferenti ai lati della piazza. Il curato (lo stesso don Lorenzo) invece pensa: «Perdonaci, perché non siamo là con loro!», operando un profetico ribaltamento di prospettive. Forse è giunto il tempo di una consapevolezza nuova: la fede di questa generazione ci obbliga a ripensare la nostra, la loro assenza ci impone di convertire la nostra presenza. Esserci, non significa più soltanto che devono venire da noi, o che noi dobbiamo andare da loro, ma che la loro ostilità al nostro modo di essere discepoli ci obbliga a rinnovarlo, forse a partire da noi stessi. Lo si può fare, di certo, partendo dalla formazione dei protagonisti dell’azione pastorale, quegli operatori che, come parroci o educatori, catechisti o membri responsabili di oratorio, praticamente sostengono e accompagnano la vita dei giovani in una comunità parrocchiale.

Formare per edificare

Formare gli addetti ai lavori perché si crei una mentalità educativa e ci siano figure di competenza nelle parrocchie che si dedicherà in maniera specifica al lavoro con i ragazzi e i giovani che abbiamo dagli 11 ai 35 anni, questo edifica una Chiesa responsabile e capace di seminare il Vangelo.

Le varie proposte ai giovani saranno precisate nel calendario diocesano dopo l’avvio ufficiale di tutti i settori pastorali e l’inizio dell’Anno Pastorale il 23 ottobre. Al momento è nostra premura sottolineare una occasione preziosa per chi lavora con i giovani, che è quella di un corso di formazione per operatori di pastorale giovanile, seconda edizione, con la collaborazione dell’Ufficio Catechistico Diocesano e di esperti provenienti da importanti università italiane.

Il 28 ottobre, inizieremo con la prima lezione tenuta dal Vescovo, ma il calendario delle tematiche e delle date verrà indicato nei prossimi giorni, insieme alle modalità di iscrizione.

L’ offerta formativa si propone di acquisire delle competenze di tipo intellettivo ed esperienziale che si ritengono necessarie, soprattutto alla luce del Sinodo dei giovani che ha elaborato ottimi strumenti per la conoscenza del mondo giovanile e la guida pastorale, in particolare nella Christus Vivit, che delinea fortemente la figura dell’operatore e dell’operato nell’ambito citato.

Il percorso ha come obiettivo quello di presentare il lavoro della diocesi e della Servizio Nazionale e i primi rudimenti teologici e pedagogici necessari con un piccolo approfondimento a singoli elementi fondanti di una prassi educativa e accompagnare l’educatore ad acquisire le competenze necessarie per pensare e progettare l’azione pastorale.

Uscire è raggiungere

Nella Evangeli Gaudium, oltre al tema dell’accompagnamento, vediamo incoraggiati a portare nel mondo “La gioia del Vangelo” che riempie la vita della comunità dei discepoli, essa è una gioia missionaria (cf. EG 21). In Marco 1,38 Gesù dirà “Andiamocene altrove, nei villaggi vicini”, abbiamo bisogno di riscoprile e rivivere un annuncio vissuto fuori dalle Chiese, da farsi nei luoghi della vita dei giovani. Per questo ritorniamo a scuola, sulla scorta degli anni 2017, 2018 e 2019 che ci hanno visti già impegnati con delle forti esperienze per gli studenti e per noi con un cammino sulle emozioni, adesso che sono finite le restrizioni, riprendiamo con un progetto orientato alle domande di senso e all’orientamento vocazionale di studio-lavoro-progetti di vita.

Avvalendoci dell’aiuto dell’Ufficio di pastorale scolastica e delle competenze del Progetto Policoro della Diocesi, desideriamo incontrare gli studenti nelle classi per dare vita a delle riflessioni e dei confronti sul tema della ricerca di sé. Inoltre, proporremo di realizzare uno “sportello d’ascolto” (es. a cadenza settimanale), curato dalla Diocesi in sinergia con l’istituto scolastico, mediante il quale i giovani potranno trovare un luogo di accoglienza, di vicinanza, di ascolto.

Nella scoperta di sé, vorremmo aiutare fattivamente i giovani anche attraverso la possibilità di rivolgersi liberamente anche al nostro sportello di orientamento esterno, il Punto Giovani della Diocesi, in cui potranno approfondire questioni e domande sorte durante gli incontri tenuti a scuola.

Affidiamo il nostro cammino alla Madonna di Pompei e all’intercessione di San Gerardo Maiella.

A tutti buon lavoro!

Don Daniele, don Vincenzo e i giovani della consulta

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